Dall’11 al 17 novembre si celebra la Settimana di mobilitazione contro il bullismo, seguita dalla Giornata Mondiale del Fanciullo, il 20 novembre.
Due appuntamenti che ci invitano a riflettere sul valore del rispetto, dell’ascolto e della dignità di ogni persona, soprattutto dei e delle più giovani.

Campo profughi palestinese – una realtà in cui molti bambini crescono privi di diritti fondamentali.
Il contrasto al bullismo in ottica transculturale:
Il bullismo, quando si intreccia al razzismo e alla discriminazione, può diventare un’esperienza devastante. Per molti ragazzi e ragazze straniere, figli e figlie di immigrati, le offese legate al colore della pelle, all’accento, alla religione o alla cultura e tradizioni non sono semplici “prese in giro”, ma toccano le radici e l’identità della persona.
Chi cresce tra due o più culture si trova spesso a dover conciliare origini e presente, appartenenze diverse e nuove aspettative. In questo spazio in costruzione, il pregiudizio e l’esclusione possono trasformarsi in una vera crisi di identità e difficoltà di inclusione nel contesto sociale quotidiano, anziché in risorsa.
Dove operiamo e perché è importante:
Come associazione impegnata nella mediazione linguistica e interculturale e nel supporto psicologico a persone vulnerabili e con background migratorio, crediamo fermamente che il rispetto dei diritti dell’infanzia inizi dall’ascolto delle storie, dei sogni, dei bisogni di chi cresce in contesti multiculturali o attraversa momenti difficili di vita. In particolare, ci impegniamo a portare questa nostra convinzione all’interno di diversi spazi di vita sociale in cui ci troviamo a operiamo:
Scuole:
Nelle scuole, la mediazione e il supporto psicologico aiutano a tradurre – non solo le parole -, i significati e i codici culturali, le emozioni, i comportamenti, i gesti e la comunicazione non verbale. Sostenere studenti, le loro famiglie e gli/le insegnanti nel costruire relazioni di fiducia, in cui le differenze non generino paura ma piuttosto curiosità e conoscenza reciproca, è fondamentale a creare un ambiente scolastico di crescita, maturazione e benessere. Contrastare il bullismo a scuola significa riconoscere e valorizzare le identità, accompagnando ogni persona – bambina, adolescente o adulta – nel percorso di costruzione del sé e nella possibilità di sentirsi parte della collettività;
Sanità:
Negli ospedali e nei servizi sanitari – come le UONPIA (Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza), la presenza del mediatore interculturale – che lavora in stretta sinergia con gli operatori sanitari – permette di dare voce al disagio di chi fatica a esprimersi in un’altra lingua o teme di non essere compreso a causa di vissuti, abitudini e contesti culturali differenti. La salute mentale, soprattutto nei giovani migranti, è spesso segnata da traumi, distacchi e solitudini invisibili: la mediazione permette di costruire un ponte di fiducia tra persone e/o gruppi di persone e tra i contesti di appartenenza, origine e vita quotidiana;
Servizi socio-educativi:
Nei servizi socio-educativi, dove il linguaggio non verbale, la religione e i codici culturali possono essere interpretati erroneamente dagli operatori italiani, il coinvolgimento del mediatore interculturale permette di prevenire incomprensioni e, dunque, valutazioni ingiuste e discriminatorie, agevolando la comprensione e la connessione reciproca tra i più giovani e gli adulti.
Perché nessuno dovrebbe sentirsi escluso per ciò che è; ogni differenza, se accolta e valorizzata, può diventare un ponte di incontro e di crescita comune.

Seminare cura e gentilezza:
Parlare di bullismo e celebrare la Giornata del Fanciullo, dunque, non è un atto simbolico: ogni bambina e ogni bambino ha diritto a sentirsi accolto, ascoltato, capito e libero di costruire il proprio presente e il proprio futuro, così come la propria multisfaccettata identità, senza paura né discriminazione; significa seminare cura e attenzione sin dai primi passi, per tessere reti di ascolto, educare alla convivenza e alla gentilezza fin dall’infanzia.
Ogni bambino che cresce porterà con sé le ferite non curate, ma anche le forze coltivate. Ogni gesto di protezione e di amore, oggi, diventa la solidità dell’adulto di domani.
Voce per l’infanzia – Gabriela Mistral
La poetessa cilena Gabriela Mistral, Premio Nobel per la Letteratura nel 1945, ha dedicato molte delle sue opere ai bambini e alle bambine del mondo. Nei suoi versi, l’infanzia diventa simbolo di speranza e giustizia.
«Piececitos de niño,
azulosos de frío,
¡cómo os ven y no os cubren,
Dios mío!»Piccoli piedini di bambino,
violacei dal freddo, come possono vedervi e non coprirvi,
mio Dio!”— Gabriela Mistral, “Piececitos”