Il 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre, un’occasione per riconoscere il valore delle lingue come patrimonio culturale, identitario e relazionale. Per chi lavora nella mediazione linguistico-interculturale e nel supporto alle persone, la lingua non è solo comunicazione: è dignità, appartenenza e accesso ai diritti.

Sede Associazione Lachesi APS – preparazione laboratorio di lettura in lingua madre
La lingua come modo di abitare il mondo
La lingua è un prodotto umano attraverso il quale interpretiamo il mondo e costruiamo conoscenza. Pensiamo, sogniamo, ricordiamo attraverso la lingua: è parte integrante dei nostri processi cognitivi, del modo in cui diamo senso a ciò che viviamo.
Ogni lingua si fonda su una convenzione condivisa, su un patto di intercomprensione tra persone che appartengono a una stessa comunità. È in questo patto che risiede l’unicità di ogni lingua e il suo legame profondo con la cultura. Lingua e cultura non sono mai separabili: si nutrono a vicenda, si trasformano insieme, raccontano una visione del mondo.

Laboratorio di lettura multilingue per bambini – Baby Pit Stop (Isola che c’e – Villa Guardia – 2024)
La lingua madre: il primo spazio di accoglienza
La lingua madre è la prima lingua che ci accoglie alla nascita. È fatta di suoni, voci, ritmi che ci cullano nella famiglia e nella comunità. Sono le ninne nanne ascoltate da piccoli, le parole che ci hanno rassicurato, chiamato per nome, fatto sentire al sicuro.
Anche quando siamo lontani da quella “culla”, la lingua madre continua a vivere in noi. Riemerge nei gesti quotidiani, nei momenti di intimità, nelle emozioni più profonde. È spesso nella lingua madre che esprimiamo i sentimenti più autentici e genuini, quelli che fanno parte della nostra identità.
Lingua madre è identità
La lingua madre è ciò che siamo. Influenza il modo in cui percepiamo il mondo, come impariamo a relazionarci con gli altri, come costruiamo significati e appartenenze. È uno spazio affettivo, simbolico e culturale che ci accompagna per tutta la vita.
Per chi vive un’esperienza migratoria, la lingua madre può diventare anche un luogo di resistenza e di memoria. Tenerla viva significa mantenere un legame con la propria storia, con le proprie radici, con un senso di continuità che aiuta ad affrontare il cambiamento.
Celebrare la lingua madre è celebrare l’umanità
Promuovere il rispetto e la valorizzazione delle lingue madri significa affermare che ogni persona porta con sé un patrimonio unico. In un mondo attraversato da migrazioni, conflitti e disuguaglianze, riconoscere la pluralità linguistica è un atto politico e umano: ci ricorda che la diversità non è una minaccia, ma una risorsa.
Come Associazione Lachesi APS, lavoriamo ogni giorno nella mediazione linguistico-culturale proprio a partire da questa consapevolezza: riconoscere valore alla lingua madre significa riconoscere dignità alle persone.